Espadrillas argentate e pagine del mio diario pre partenza

Espadrillas Argentate

il mio diario di mezza estate

“Laurence le suscitava un tale sentimento d’amore che tutto il resto non aveva importanza.” cit. Il profumo delle foglie di tè
Quasi sette anni fa aprivo Freaky Friday, vivevo a Roma, avevo una stanzetta con i poster del Signore degli Anelli fino al soffitto ero (e sono) appassionata di fantasy e la mia più grande passione era (ed è) la scrittura. O meglio, mi piacciono le storie. Mi piacciono le storie che raccontano le persone, le storie che raccontano le cose, le imperfezioni, per me sono quelle le cose belle, rovinate, pasticciate, stropicciate. Proprio per questo non potrei mai essere come mia madre, che conserva tutte le cose più belle, per me le cose belle vanno indossate e vissute fino in fondo. Il mio post oggi inizia così, perché avevo dimenticato di scrivere, avevo dimenticato cosa mi piaceva davvero fare, avevo dimenticato cosa significa fare il lavoro più bello del mondo e non lavorare neanche un giorno della propria vita. Ecco, quando perdi di vista l’obiettivo, devi avere il coraggio di fare un passo indietro e correggere il tiro. Ho deciso, da sempre, che avrei sempre scelto. Avrei scelto dove vivere, come vivere, cosa fare, ed ogni qualvolta qualcosa non fosse stato esattamente ciò che volevo avrei cambiato rotta. Non esiste impossibile, esiste difficile, molto, ed esiste scegliere. A volte, scegliamo la strada più semplice, meno incerta e meno rischiosa, non vuol dire che ciò che vorremmo fare non sia realizzabile. Ecco, quest’anno mi sono ricordata un po’ di tutte quelle cose che mi raccontavo nella mia camera universitaria romana e me le sono ripetute nel mio piccolo appartamentino milanese, all’ottavo piano con vista su tramonto e Skyline, perchè se c’è una cosa alla quale non posso rinunciare sono i tramonti, in ogni parte del mondo, e se c’è qualcosa che ho capito è che se decidi di raggiungere un obiettivo sarai esattamente lì, dove avevi programmato e sognato di essere. Sono tornata ai libri, faccio una pausa in Feltrinelli, in stazione Centrale prima di ogni partenza e scelgo i libri che mi accompagneranno in viaggio, in treno oppure in aereo, così ogni viaggio non solo ha i suoi ricordi e i suoi profumi ha anche il sapore di ciò che leggo. Sono rientrata dalla Francia, da Valmorel ed ho iniziato ‘Il Profumo delle foglie di tè’ 1920 e lei, 19enne inglese neomoglie che si trasferisce (insieme ai suoi abiti color pastello) in SriLanka per seguire il marito che si occupa di fabbriche che producono tè. Mi sono gustata questo libro la sera a Valmorel, in un’estate atipica, mentre in Italia eravate sommersi dal caldo intenso e Lucifero ed io ero a maniche lunghe, sotto un copriletto a girare zucchero e tisane alla verbena catapultata fra caratteri neri e spazi bianchi in una calda Colombo poco prima dell’arrivo dei monsoni. Questi sono i viaggi che piacciono a me, quelli che iniziano con una valigia e finiscono con idee e progetti, forse, chissà anche dall’altra parte del mondo, fra finzione e realtà.
Questo post è per raccontarvi poche cose, in pochi passaggi.
1. Mi ero persa, e avevo bisogno di una vacanza. L’ho fatta, e ho ritrovato alcuni pezzi del puzzle.
2. Sono tornata a leggere (ma, soprattutto sono tornata a scrivere)
3. Sto preparando la valigia, perché mi stressa e mi disorientata, ma ho scoperto che non potrei vivere altrimenti
4. Indossa sempre qualcosa di glitterato, la prima pagina della mia agenda (totalmente nera, e sopratutto cartacea) mi ricorda che la vita è troppo breve per essere noisosi
5. Vado in vacanza, o quasi.
Espadrillas argentate by Scarpamondo

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  • Violettina

    sono belle!